Per salvarmi dall’esaurimento nervoso da superlavoro, il fidanzato mi porta nell’unico luogo al mondo che io consideri terapeutico. Per l’occasione, riporto una cosa che scrissi in proposito nell’estate del 2006:
Ancora più significativi dei luoghi dove si vorrebbe vivere, sono quelli in cui si vorrebbe morire. I primi solitamente sono a misura d’uomo, verdeggianti, ciclabili, architettonicamente interessanti, culturalmente vivaci (almeno per quanto mi riguarda). I posti destinati al transito verso l’aldilà sono invece necessariamente immobili. Io ne ho (ri)trovato uno, esattamente identico a come l’avevo lasciato e molto probabilmente destinato a restare tale nei secoli. Un paese di case di pietra con i muri spessi appoggiato su un colle da cui la città si vede ma non si sente e dove a sera si percepiscono solo il vento e l’odore dei limoni. Là c’è una casa, uguale a tutte le altre, che le rondini onorano con i loro nidi, pronte a dire buongiorno prima di tutti, prima che sia giorno. Ho dormito due volte in quella casa, ora e un anno fa. Stanza azzurra e stanza rosa, con i mobili di nonne altrui e il bagno piastrellato con piccoli mosaici irregolari in armonia con le pareti. Si dorme bene sui materassi alti e rigidi, senza interruzioni e senza sogni, finché la deliziosa colazione con miele e ricotta non chiama dal giardino. Ed è proprio in quel giardino che vorrei rintanarmi alla fine del mio transito terreno, camminando scalza sull’erba rasa intorno alla limonaia, dondolandomi pigra al sole persa nell’intimità di un libro lieve ed emozionante, giocando con il gatto diffidente e un topo di pezza. Accanto vorrei l’unico uomo capace di starmi accanto, tenero, canuto e protettivo. Dividerei con lui il pane profumato, le pagine del libro lette ad alta voce, i baci timidi e innamorati. Dividerei con lui la dolce attesa della fine, in quella pace assoluta che manca così tanto al nostro odierno dividere la vita.
Lo adoriamo o no il findanzato smilzo che ci porta in questi posti? :)
sì, soprattutto se, invece di tornare a casa, gira la macchina e ci porta al mare.
che belle parole, quasi mi sono commossa…